Suono

Il suono della sala di ripresa è stato progettato per esaltare le caratteristiche sonore di ogni singolo strumento. Una sala anecoica o troppo riverberante renderebbe innaturale il suono degli strumenti acustici, elementi cui sono state dedicate maggiormente le nostre attenzioni. Per questo la sala è realizzata con cinque grandi diffusori di legno calcolati per ottenere risultati apprezzabili sulle frequenze basse. Di complemento c’è il muro laterale in pietra lungo ben 11 metri, che offre un’ottima diffusione sulle frequenze medio-acute. Tutto il suono così riflesso viene a scontrarsi con il legno delle pareti e con il cotto del soffitto, rendendo il risultato acustico finale particolarmente chiaro e nitido. La sala di ripresa offre uno spazio libero da colonne di 88 metri quadrati, con il tetto a capanna alto da 4,20 metri ad un massimo di 5,50. Il tetto è stato realizzato con una tecnica particolare: le capriate ed i correnti sono stati murati su di una struttura elastica portante che permette al tetto di vibrare liberamente, nonostante sia composto da tre strati di cemento, due strati di Fesco Board isolante da cinque centimetri, due bilamina di piombo da 14 mm e la copertura di embrici portoghesi. Il tempo di riverberazione è circa due secondi, ideale per riprese di grandi orchestre e piccoli ensemble. All’interno della sala sono comunque presenti dei box assemblabili a piacimento per ottenere una ripresa anecoica.
La control room è stata realizzata dopo l’ultimazione della sala di ripresa. Infatti, in regia si trova un ambiente con riverberazione naturale del tutto ricalcante quella della sala di ripresa. Quando si ascolta in regia i due ambienti di ripresa e di riascolto offrono esattamente lo stesso equilibrio, in modo da percepire l’esatta quantità di ripresa ambientale proveniente dalla sala.
La control room è disposta su due piani diversi : al piano inferiore si trova la console ed i monitors, abbassati di circa 30 centimetri rispetto alla parte posteriore della sala per offrire una trappola naturale in unione con il mobile degli outboard, lungo circa 3,50 metri: la dimensione di una console di 48/56 canali.
I monitors sono posati su una struttura di pietra serena retta da una serie di tiranti tubolari di metallo ancorati al suolo per una distribuzione ottimale delle frequenze basse a terra.
Alla sinistra e alle spalle della console c’è nuovamente un muro in pietra, mentre nella parte alta sia a destra sia a sinistra si trova una struttura reticolare in legno d’abete montata su pannelli di gommapiuma ad alta densità. Questa struttura diventa un’ottima trappola per le frequenze medio alte.
Tutta la regia è stata progettata non per attutire artificiosamente il suono, ma per farlo disperdere e neutralizzare nella maniera più naturale possibile, sfruttando il cubaggio notevole di una stanza di 64 metri quadrati, nuovamente alta dai 4,20 ai 5,50 metri, ma con pendenza opposta rispetto a quella della sala di ripresa. Il principio è che con un’ottima dispersione naturale del suono si ottiene linearità di ascolto ad ogni volume e on ogni tipo di monitor usato, sia esso nearfield o di grande potenza.
Tutti i cablaggi sono stati passati in canalette murate in un sottopavimento e sono ispezionabili con un semplice cacciavite e pochi secondi di tempo.
I pavimenti dell’intera struttura sono flottanti e poggiano su una serie di igloo di speciali materiali plastici che consentono la ventilazione forzata sotto il livello delle gettate principali a circa 1,60 metri di profondità.
Questa struttura – oltre ad impedire qualsiasi contatto con il terreno e con l’umidità – consente di avere un isolamento perfetto tra solai e pareti perché interrompe la continuità delle gettate tra una stanza e l’altra.

Tecnica

L’impianto elettrico è concentrato in sala macchine, dove sono collocati tutti gli impianti rumorosi o che generano calore.
L’elettricità a 220V è gestita da un computer speciale che garantisce continuità e assoluta stabilizzazione della tensione e dell’amperaggio erogato in tutte le prese presenti nello studio.
Tutte le luci sono accese e spente da un PLC dedicato: questo fa sì che gli interruttori presenti nello studio non siano altro che dei comandi elettronici che generano segnali, convertiti dal PLC in accensioni e spegnimenti comandati. Il risultato è che non c’è corrente “ vagante” dall’impianto di illuminazione in nessuna parte dello studio, ed in più tutti i dimmer – portatori di possibili interferenze e rumori nell’audio – sono lontani e in zona protetta.
L’impianto di condizionamento e riscaldamento ha una linea dedicata trifase completamente indipendente dai servizi, e due linee di terra dedicate.
Tutte le macchine sono all’esterno, mentre all’interno dello studio sono presenti solo gli impianti per l’emissione di aria fredda o calda, tutti regolati da un termostato indipendente per ogni stanza. L’emissione di aria è stata ridotta al minimo indispensabile in maniera da non avere rumori in nessuna stanza della struttura, specialmente nella sala di ripresa e nella regia.

Location

Lo studio si trova a 500 metri dalle mura della città di Prato, in Toscana.
E’ facilmente raggiungibile dall’autostrada A11 – uscita Prato Est, e si trova ad 1Km dalla tangenziale della città, il che lo rende facilissimo da raggiungere. Per chi preferisce spostarsi in treno, la stazione è a 5 minuti di macchina. Per chi viene da lontano l’Aereoporto di Firenze è a 15 Km dallo studio, collegato a Prato direttamente dall’Autostrada.

Quando si entra nel cortile dello studio ci si trova di fronte ad un edificio che – in passato – era adibito a stalla per cavalli di un complesso colonico. Tale complesso era “ lontano dalle mura “, e per quei tempi anche 500 metri erano sufficienti per meritarsi la denominazione di “ Romito “.
Il piazzale interno di 130 metri quadrati interamente in cotto sono di proprietà esclusiva dello studio, e possono essere usati sia come rimessa, che come piazzale di carico e scarico poichè la sala di ripresa si affaccia sul cortile sia con una finestra ad arco che con una grande porta a vetri che rende agevolissimo il trasporto degli strumenti più ingombranti.
Ma soprattutto il piazzale può essere usato in primavera ed estate per godersi un po’ d’aria o per fare una riunione all’aperto all’ombra di una sephora.

All’interno dello studio si trova un ampio living/ingresso, fornito con TV normale e satellitare, caffè, frigo bar ed altre comodità.
Il bagno è composto da antibagno con lavabo e bagno vero e proprio con doccia.
Oltre alla sala macchine si affaccia sul living lo studio B, di circa 36 metri quadrati che comprende una regia ed una piccola sala di ripresa. L’entrata dello studio B all’occorrenza può essere indipendente dal resto dello studio, il che permette a due lavori contemporanei di non recarsi reciproco fastidio.
In ogni caso tutti gli ambienti dello studio sono cablati e possono essere usati in contemporanea.
Al piano superiore si trova un altro living a mansarda con un ballatoio che si affaccia sull’entrata del piano inferiore, nuovamente fornito di divani e TV.
Sempre al piano superiore si trova un ufficio di circa 35 metri quadrati, separato dal living da un’ampia vetrata.
Tornando al piano inferiore si trova la regia A, che permette l’accesso alla sala A.

Cablaggio

I cablaggi dello studio sono stati progettati e realizzati da Enrico Sadi per la Horel Srl.
I cavi sono tutti Reference a 16 coppie RSF 16 con foil, che hanno dato nei test comparativi ottimi risultati d’isolamento e un’eccellente qualità sonora.
Nella console sono state montati due jackfield bantam a 96 connessioni ciascuno della Mosses&Mitchell che rappresentano il cuore dei collegamenti che provengono da tutto lo studio.
Nella sala A sono previste 32 linee microfoniche normalizzate con i primi 32 canali mic della console.
Le 32 linee mic sono cablate in due ciabatte da 16 snake, vale a dire con un cavo molto lungo che raggiunge facilmente tutta la sala. Altre 16 linee microfoniche provengono dallo studio B e sono normalizzate nei canali 33-48 del mixer. 
Per quanto riguarda le mandate in sala A ci sono 8 send presenti nei jackfield, mentre in studio B ci sono altre 8 tie lines. Tutte queste linee dallo studio B sono duplicate in ufficio e nelle living rooms, per take volanti.
Prima di proseguire nella descrizione dei cablaggi è necessario spendere due parole sulla costruzione della console DDA di cui è fornito lo studio A.
Questo modello (DCM232) ha una struttura complessa perché prevede due layers di I/O tape da 32 send - 48 return ciascuno. Questi due layer sono denominati TAPE A e TAPE B e danno al fonico la possibilità di tenere 64 send e 96 ritorni contemporaneamente sul mix desk.
Nel nostro caso in sala macchine è stata portata una serie di 32 mandate e 48 ritorni, mentre altre 32 mandate e 48 ritorni sono stati cablati direttamente in regia. 
Il principio che ha ispirato questo progetto è avere la possibilità di scambiare e cablare qualsiasi macchina – anche e soprattutto esterna alla dotazione dello studio – in maniera semplicissima e totale.
A questo scopo nel rack outboard è stato costruito un quadro incroci in formato EDAC dove in ogni connettore è presente una mandata ed un ritorno di 8 canali.
Dal mixer si arriva dunque con tutti i tape send e return in pacchetti di 8 canali al quadro, da cui poi ripartono tutti i cavi che vanno in sala macchine e in regia.
Con questo sistema direttamente dalla regia è possibile cablare e scablare i due layer, dando la massima flessibilità alla configurazione del mix o della registrazione.
In più su ogni canale in entrata sono possibili anche altre due possibilità: linea microfonica, di cui abbiamo parlato sopra, e DI. 
Per le linee DI (tastiere, preamplificatori e quant’altro) sono state realizzati tre jackfield.
Due di questi sono al lato del rack obd e offrono tutti i 48 canali in entrata DI direttamente vicino al banco programmazione/computer, per attaccare tutti gli strumenti esterni o quelli residenti.
Tutte le linee DI sono presenti in jackfield, insieme a tutte le entrate DI del mixer, per facili collegamenti, anche volanti.
In aggiunta su queste jackfield sono stati cablate quattro linee time code configurabili a piacimento, I/O AES EBU; quattro prese/distributori di Word Clock BNC e un MIDI I/O. Tutti questi servizi sono riportati nel rack che contiene i registratori in regia, nello studio B e in sala macchine, per permettere scambi in tutti i formati da e per ogni direzione.
La terza jackfield è stata montata sul muro dietro la console, per offrire lo sdoppiamento di 32 canali DI a chi preferisce tenere le macchine lontano dagli spazi agibili e dunque senza cavi in mezzo ai piedi.
Nel rack dei registratori presente in regia è stato realizzato un jackfield a 12 I/O AES EBU, per facilitare il trasferimento digitale da e verso tutte le macchine digitali – DAT compresi – presenti in studio.


Interazione

Lo studio A e lo studio B sono interconnessi con multicore a 24 linee. Lo studio B può dunque essere sfruttato sia come sala indipendente (con ingresso e disimpegno esclusivo) che come doppia sala di ripresa aggiunta a quella dello studio A. Gli studi sono collegati con un circuito di telecamere a colori che proiettano in ogni sala dello studio (living compresi) le immagini di quanto avviene all’interno di ogni singola stanza, in modo da consentire il collegamento visivo oltre che audio di tutti i musicisti presenti nella struttura.
La distribuzione del word clock è unica, così come il collegamento AES-EBU e ottico per consentire lo scambio di tutte le informazioni digitali da e verso ogni ambiente tecnico.
Tutti i computer sono collegati in rete tra di loro, consentendo lo scambio di sessioni e sincronismi MIDI in modo immediato.
L’ufficio è dotato di un sistema ProTools che consente di usarlo come studio C, essendo disponibile anche qui il cablaggio completo da e verso gli altri due studi.

Comfort

Ogni ambiente è dotato di TV, lettore DVD, divani, frigorifero, forno a microonde, connessione Internet ADSL, Playstation e cablaggi di rete. Chi non è direttamente coinvolto nelle lavorazioni può trovare un angolo di tranquillità e di relax senza interferire con il lavoro di studio.